Ampio cortile interno della Grande Moschea di Kairouan, Tunisia, con il minareto a tre piani e il porticato sorretto da antiche colonne in marmo.

Tunisia “culturale”: medine storiche e meraviglie romane

La Tunisia custodisce un patrimonio culturale che va ben oltre le sue spiagge. Fenici, Romani, Bizantini, Arabi, Andalusi, ognuno ha lasciato tracce concrete su questa terra affacciata sul Mediterraneo, sotto forma di architetture, saperi e tradizioni che ancora oggi si possono toccare con mano passeggiando tra le medine o ammirando i templi che sfidano il tempo.

Tre epoche in particolare hanno plasmato il paese. Le medine storiche, patrimoni UNESCO dove la vita scorre ancora tra vicoli stretti e souk, come accadeva secoli fa. I siti archeologici romani, che per stato di conservazione rivaleggiano con quelli della stessa Italia. E infine un angolo di Andalusia trapiantato nel cuore del nordafrica, dove l’orologio di una moschea gira al contrario, a ritroso nel tempo.

Le medine storiche

Le medine tunisine sono organismi viventi, dove storia millenaria e quotidianità si intrecciano. Patrimoni dell’umanità UNESCO, rappresentano tra gli esempi meglio conservati di urbanismo arabo-islamico nel Mediterraneo.

Tunisi

La medina di Tunisi, dichiarata patrimonio UNESCO nel 1979, è il cuore della capitale. Fondata nel VII secolo attorno alla moschea di Al-Zaytuna (la moschea dell’olivo), ha conosciuto il suo massimo splendore sotto la dinastia degli Hafsidi, tra il XII e il XVI secolo, quando la città era una delle metropoli più importanti del mondo islamico.

Passeggiare tra i suoi vicoli significa attraversare un dedalo di oltre 700 monumenti tra palazzi, moschee, mausolei, madrasa e fontane. Il cuore commerciale pulsa nei souk, dove ogni corridoio è dedicato a un mestiere diverso. Il souk El-Attarine con i suoi profumi, il souk Ech-Chaouachia con i cappelli tradizionali in feltro rosso.

Entrando da Bab El-Bhar, l’antica porta del mare, ci si ritrova in un mondo dove artigiani e mercanti continuano a praticare mestieri tramandati da generazioni.

Sousse

La medina di Sousse, inserita nella lista UNESCO nel 1988, rappresenta un esempio di architettura militare costiera dei primi secoli dell’islam.

Fondata nell’821 d.C. durante il periodo Aghlabide, nacque come città-sentinella in un sistema difensivo costiero contro la pirateria mediterranea. Questa doppia anima, religiosa e militare, si riflette nei suoi monumenti principali. Il Ribat, fortezza-monastero che serviva sia da presidio militare sia da ritiro spirituale. La grande moschea, risalente all’850 d.C., con la sua architettura austera e possente.

Le mura che circondano la medina racchiudono un labirinto di vicoli dove l’architettura arabo-islamica si fonde con le influenze mediterranee, in uno stile che racconta secoli di scambi culturali tra le sponde del mare.

Qayrawan (Kairouan)

Fondata nel 670 d.C. dal generale omayyade Uqba ibn Nafi come base militare, Qayrawan divenne rapidamente uno dei centri più importanti dell’islam, tanto da essere considerata la quarta città santa dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme. Patrimonio UNESCO dal 1988, è la capitale spirituale del maghreb.

La grande moschea di Uqba è il monumento principale della città. Capolavoro architettonico che ha fatto da modello per numerose moschee in tutto il nordafrica, è il più antico luogo di culto musulmano dell’intera regione e resta ancora oggi una meta di pellegrinaggio fondamentale.
La medina è un universo a sé. Le strette vie conducono al Bir Barouta, il pozzo con il cammello che ancora oggi gira la ruota per attingere acqua, e alla moschea delle Tre Porte, uno dei più antichi esempi di facciata scolpita nel mondo islamico.

Merita una sosta anche la fabbrica di tappeti del governatore, dove si tessono alcuni dei più pregiati di tutta la Tunisia. Prima di lasciare la medina, vale la pena assaggiare un makroudh appena sfornato, il dolcetto di semola e datteri che qui è un’arte.


I siti archeologici romani

Se le medine raccontano l’anima islamica della Tunisia, i siti archeologici ne svelano un passato ancora più antico. Il paese fu una delle province più ricche dell’impero romano, e i resti che si possono ammirare oggi rivaleggiano con quelli italiani per stato di conservazione e grandiosità.

Sbeitla (Sufetula)

Lontana dalle rotte turistiche più battute, nel cuore della Tunisia centrale, l’antica Sufetula custodisce i templi del foro romano meglio conservati di tutto il paese.

La città fu fondata nel I secolo d.C. durante il regno dell’imperatore Vespasiano e conobbe il suo massimo splendore nel II e III secolo, grazie alla prosperità portata dalla coltivazione dell’olivo.
Il cuore del sito è il foro con i tre templi capitolini dedicati a Giove, Giunone e Minerva. A differenza della maggior parte dei fori romani, dove i tre dèi condividevano un unico tempio, a Sufetula ciascuno ha il proprio edificio, un dettaglio architettonico raro che rende il complesso riconoscibile.

Il sito racconta anche la transizione tra due mondi. Qui nel 647 d.C. si combatté la battaglia tra bizantini e arabi che segnò l’inizio della conquista islamica del nordafrica.
Le basiliche paleocristiane con i loro battisteri decorati da mosaici, l’arco di Diocleziano e le terme con il sistema di riscaldamento a ipocausto ancora visibile, testimoniano una storia stratificata che attraversa epoche punica, romana, cristiana e bizantina.

El Djem (El Jem)

L’anfiteatro di El Djem, patrimonio UNESCO dal 1979, è il più grande costruito fuori dall’Italia e il meglio conservato dell’intero continente africano.

Eretto nel III secolo d.C. nella prospera città di Thysdrus, poteva ospitare fino a 35.000 spettatori. Con i suoi 149 metri di lunghezza e 122 di larghezza, si innalza per 40 metri con tre ordini di arcate in stile corinzio. La struttura appare all’improvviso nel mezzo della campagna tunisina, una visione che colpisce per il contrasto con il paesaggio circostante.

A differenza del colosseo di Roma, l’anfiteatro è autoportante, non addossato a una collina, il che lo rende un’opera ingegneristica notevole. All’interno si conservano le infrastrutture sottostanti, i corridoi dove gladiatori e belve attendevano il loro turno, e le gallerie che consentivano l’affluenza del pubblico. Al tramonto la pietra si tinge d’oro, offrendo il momento migliore per la visita.

Dougga (Thugga)

Dougga è il sito archeologico più completo della Tunisia. Patrimonio UNESCO dal 1997, si estende su 70 ettari di collina dominando la fertile vallata dell’Oued Khalled.

Ciò che rende il sito unico è la sua stratificazione storica. Prima di diventare romana, fu capitale di un importante stato libico-punico, e le tracce di questa fase preromana sono ancora visibili nel mausoleo del II secolo a.C., una torre funeraria a tre piani sormontata da una piramide che fonde influenze egizie e greche.

Sotto i romani, la città divenne un centro prospero grazie all’agricoltura. Il Capitolium, eretto nel 166-167 d.C. sotto Marco Aurelio e dedicato a Giove, Giunone e Minerva, è uno dei monumenti romani meglio conservati dell’intero nordafrica.
Il teatro da 3.500 posti, le terme Liciniane, il tempio di Saturno (costruito sul sito di un precedente tempio punico dedicato a Baal Hammon) e le ville patrizie con i loro mosaici raccontano la vita quotidiana in una piccola città ai confini dell’impero.

Le strade tortuose e irregolari tradiscono l’originale impianto numida, ovvero la struttura urbanistica del popolo berbero che abitava la città prima dell’arrivo dei romani. Questi ultimi, anziché radere al suolo e ricostruire secondo la consueta griglia ortogonale, adattarono i loro edifici al tracciato preesistente, creando un tessuto urbano atipico che rende la passeggiata tra le rovine ancora più interessante.


L’eredità andalusa

Testour: un angolo di Spagna in Tunisia

Testour è un capitolo inaspettato della storia tunisina. Questo piccolo borgo sulle rive del fiume Medjerda, a circa 80 km a ovest di Tunisi, è un autentico villaggio andaluso trapiantato nel nordafrica.

La sua storia inizia nel 1609, quando il re Filippo III di Spagna espulse definitivamente i Moriscos dalla penisola iberica. Circa 80.000 persone, musulmani ed ebrei, scelsero la Tunisia come nuova patria. Il sovrano ottomano Othman Dey li accolse, permettendo loro di scegliere dove insediarsi. Agricoltori e artigiani per lo più, scelsero la fertile valle della Medjerda, e Testour divenne il più grande centro morisco del paese.

Ciò che sorprende è l’urbanistica. Niente labirinti tipici delle medine arabe, ma strade che si incrociano ad angolo retto secondo lo schema spagnolo, con finestre e porte che si aprono sulla strada anziché su cortili interni.
La Grande Moschea, fondata dall’andaluso Mohamed Tagharinou nel 1609, è il simbolo più evidente di questa fusione culturale. Il suo minareto, alto 22,5 metri, richiama i campanili di Siviglia e Toledo, costruito con la tecnica toledana di mattoni e pietra grezza.

Il dettaglio più celebre è l’orologio incastonato nella pietra le cui lancette girano al contrario, un gesto simbolico dei Moriscos per esprimere la nostalgia verso un passato perduto.

Passeggiando tra i quartieri storici (quello andaluso, quello dei Tagarini e l’antico quartiere ebraico della Hara) si percepisce ancora oggi l’eredità di una convivenza multiculturale rara per l’epoca.
L’influenza spagnola si ritrova nella cucina, nella musica malouf che risuona ogni estate durante il festival dedicato, nei cognomi delle famiglie e nel melograno, simbolo della città, i cui alberi furono portati dalla Spagna e che ogni autunno vengono celebrati in una festa che attira visitatori da tutta la Tunisia.

 

Informazioni pratiche

Il periodo migliore per un viaggio culturale in Tunisia va da marzo a maggio e da settembre a novembre, quando le temperature consentono di visitare siti archeologici all’aperto senza il caldo intenso dei mesi estivi.

Per le medine del nord (Tunisi, Sousse), l’aeroporto di Tunisi-Cartagine è il principale punto d’accesso. Qayrawan dista circa 160 km dalla capitale, El Djem 210 km. Dougga si raggiunge in circa due ore da Tunisi e si abbina alla visita di Testour nella stessa giornata.

I siti archeologici dell’interno, come Sbeitla, richiedono trasferimenti più lunghi su strade che attraversano zone poco servite. Un veicolo con autista o un tour organizzato semplifica la logistica e permette di concentrarsi sulla visita.

L’abbigliamento consigliato prevede scarpe comode per i percorsi archeologici (spesso su terreno irregolare), cappello, protezione solare e una sciarpa leggera per l’ingresso nelle moschee, dove è richiesto un abbigliamento rispettoso.

 

Perché scegliere un tour organizzato

Un itinerario culturale in Tunisia presenta caratteristiche che rendono il viaggio organizzato una scelta particolarmente sensata rispetto all’esplorazione autonoma.

Le distanze tra i siti sono considerevoli e i trasferimenti nell’entroterra attraversano zone dove l’assistenza in caso di imprevisti può risultare problematica.
Siti come Sbeitla e Dougga si trovano in aree poco servite dai trasporti pubblici, e raggiungerli in autonomia richiede tempo e pianificazione.

Un tour organizzato garantisce la presenza di guide locali che conoscono la storia e le tradizioni dei luoghi visitati, aggiungendo profondità all’esperienza. Nelle medine, il rapporto con gli artigiani e i custodi dei monumenti passa attraverso relazioni consolidate che le agenzie costruiscono nel tempo, traducendosi in accessi e spiegazioni altrimenti difficili da ottenere.

La logistica di un itinerario su più tappe, tra trasferimenti, pernottamenti in città diverse e coordinamento delle visite ai siti, richiede prenotazioni anticipate che un operatore esperto può gestire con maggiore efficienza. Il risparmio di tempo nella pianificazione si traduce in più ore da dedicare alla scoperta dei luoghi.

Scopri la Tunisia “culturale” con Girovago Viaggi

La Tunisia merita di essere vissuta con la giusta preparazione e il supporto di chi conosce a fondo questa regione.

Girovago Viaggi organizza tour che toccano medine storiche, siti archeologici romani e borghi andalusi, con itinerari studiati per valorizzare ogni tappa senza affrettare i tempi.

I nostri programmi prevedono guide locali esperte, trasferimenti in veicoli confortevoli e sistemazioni selezionate per offrire un’esperienza autentica in ogni destinazione.

Richiedi un preventivo personalizzato

Il nostro team è a disposizione per costruire insieme l’itinerario più adatto alle tue esigenze.

 

Tour della Tunisia

 

Photo credits
Foto di Salvo Micciché su Unsplash
Foto di Tina Boujemil su Unsplash
Foto di Brahim Guedich su Unsplash
Foto di A M su Unsplash
Foto di Badreddine besbes su Wikimedia Commons
Foto di Terre di Confine Tunisia